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Home Blog –  La Rabiosa siamo noi: ci presentiamo

Così è nato un sogno: dare un contributo per tornare a una società migliore all’insegna della riscoperta dell’amicizia come valore chiave nella costruzione di valori forti capaci di superare ostacoli insormontabili da soli.

In quell’ambiente un po’ avaro ma non misero, sui dossi più elevati tra laghi e laghetti lasciati dalla Rabiosa, viveva serena la nostra gente; Ancora ai tempi della mia giovinezza era difficile incontrare una persona che non fischiava o canticchiava. Il canto era la colonna sonora della nostra esistenza. Ora qui non canta più nessuno.  

La Rabiosa è scomparsa dalle mappe, arginata è diventata la Fratta la cui acqua convoglia al mare tutto l’inquinamento delle attività industriali della Pedemontana.

Nelle conversazioni tra amici, fra aneddoti e modi di vivere del passato, difficoltà attuali, etica sociale, futuro e vita, si mostrava tra i giovani un vivo interesse. Così è nato un sogno: dare il nostro contributo per una società migliore all’insegna della riscoperta dell’amicizia come valore chiave nella costruzione di valori forti capaci di superare ostacoli insormontabili da soli, della riscoperta della parola “amore” in tutte le sue accezioni, questo istinto non razionale che solo rende possibile l’arte eccelsa, piacevole il proprio lavoro, smussare le asperità della naturale competizione e generare la continuità della nostra esistenza.  Nasce così la decisione di fondare la Rabiosa Società Cooperativa Agricola che vuole essere un punto di riferimento fra gli agricoltori della zona e per quanti vorranno tornare alla terra. 

Prerogativa per un’economia sostenibile e per la riscoperta di un’etica sociale capace di migliorare la qualità della vita. 

 

Il nome LA RABIOSA trae lo spunto dal romanzo di Alessandro Tasinato, il cui filo conduttore è il forte desiderio (necessità) di uscire dalla rete che con le scontate certezze, i suoi luoghi comuni, con la stantia pretesa di una economia pigliatutto, con la sua incapacità di adeguarsi all’evoluzione della vita, ci imprigiona in un mondo alla deriva. La perdita di un territorio aggredito dalla natura non sempre benevola ma soprattutto dall’uomo quando l’avidità lo rende cieco e non si rende più conto della gravità delle ferite che inferisce al suo territorio, fa nascere il desiderio di ridare vita alla nostra terra con un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, sostenibile economicamente e in grado di migliorare la qualità della vita.

Ci sono due modi di produrre per il mercato in particolare quello alimentare.
Uno è quello di badare solo al lato economico senza guardare oltre il proprio naso. Quindi produzioni sempre più dipendenti dall’uso esasperato della chimica (fitofarmaci, concimi, diserbanti, stimolanti…) senza preoccuparsi della saturazione dei terreni, del degrado ambientale e della sostenibilità del sistema, all’insegna del tutto e subito.
L’altro è quello di conciliare la sostenibilità economica con quella ambientale guardando al futuro. Quindi selezione di qualità autoctone che consentano di produrre nel modo più naturale possibile, migliorandole con una continua ricerca tesa a conciliare il presente con il futuro. Noi abbiamo scelto quest’ultimo. Non siamo ne santi ne eroi ma solo un gruppo di amici che ritengono essere la priorità della vita il valore primo di ogni iniziativa e vedono nel denaro soltanto un mezzo per sostenere le nostre necessità senza mai dimenticare quelle delle generazioni future.
Caratteristica questa insita nel DNA dei viventi, determinante nell’evoluzione della vita nel nostro pianeta e nella sua continuità fino a noi. Che è quanto di più ci interessa.