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Home Blog –  Inverno è sinonimo di potatura

Gli approcci con cui ci si avvicina a questa operazione colturale sono assai variegati e dipendono principalmente dall’areale, dagli obiettivi aziendali, dal vitigno e dalla forma di allevamento.

In generale possiamo dire che “la potatura invernale ha due obiettivi: garantire un equilibrio costante tra quantità e qualità di uva prodotta e assicurare la capacità della vite di rigenerarsi”.

 

Vediamo quali sono gli aspetti salienti della potatura:

 Le gemme
Quante gemme devo lasciare?
Il numero di gemme dipende innanzitutto dalla forma di allevamento. Per quelle lunghe, come il Guyot, il numero è di fatto più o meno predeterminato e corrisponde al numero di gemme presenti sul capo a frutto che copre la distanza tra una vite e l’altra sulla fila.
Nelle forme di allevamento che prevedono una potatura corta, come il cordone speronato, il potatore può lasciare anche un numero maggiore di gemme per sperone (comunque non superiore a tre gemme franche) o di speroni.
Il numero di gemme dipende poi dalla fertilità della varietà, che è determinata dalla sua genetica. In generale, per tutti i vitigni coltivati, la massima fertilità è raggiunta a partire dal quarto-quinto nodo basale del tralcio mantenendosi poi relativamente costante per le gemme successive. Il potatore dovrà quindi sapere che, con gemme basali che hanno un’elevata fertilità, potrà applicare una potatura sia corta sia lunga. Viceversa, su vitigni con gemme basali poco fertili, la potatura lunga è, in pratica, un obbligo. Da questo deriva che anche il dove lasciare le gemme è importante, Un conto infatti è lasciare dieci corti speroni di due gemme ognuno oppure mantenere cinque speroni più lunghi, di quattro gemme ciascuno.

Tagli
I tagli andrebbero eseguiti preferibilmente sul legno di uno-due anni, in modo che la pianta riesca a cicatrizzare la ferita velocemente ed efficacemente (processo non semplice per la vite che, a differenza di altre specie arboree ornamentali non è specializzata per questa funzione). Più il taglio insiste su legno vecchio, più c’è il rischio di provocare danni in caso, ad esempio, di gelate e di aprire la porta a patogeni esterni. Quando poi si rimuovono i tralci occorre sempre rispettare le gemme di corona, che assicurano il rinnovamento della pianta.

Periodo
La potatura invernale si può iniziare ad eseguire dalla caduta delle foglie, quindi a novembre, fino a prima della ripresa vegetativa, in aprile. Nella scelta del timing non devono tuttavia rientrare solo considerazioni di tipo pratico-organizzativo, ma anche sanitario. I tagli di potatura sono la principale porta di accesso per i funghi responsabili del mal dell’esca e dunque potare all’inizio dell’inverno lascia una finestra temporale molto ampia ai funghi per insediarsi. Meglio dunque potare a ridosso della primavera, in modo che la pianta sia in grado di isolare più rapidamente le parti recise e impedire dunque ai funghi di diffondersi.

I residui di potatura
Se in vigna non ci sono piante affette da malattie del legno la scelta migliore è quella di trinciare i sarmenti in modo da contribuire alla fertilità del suolo. Nel caso invece vi siano problemi di legno nero o mal dell’esca occorre allontanare immediatamente i tralci.