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La nostra storia

La Cooperativa agricola “La Rabiosa” nasce dalla volontà di dare nuova vita a un territorio che, negli ultimi cinquant’anni, è stato duramente colpito sul piano ambientale e sociale.
Nasce all’insegna della riscoperta dell’amicizia come valore chiave nella costruzione di relazioni forti e capaci di superare gli ostacoli.
Nasce con l’obiettivo di riscoprire i gusti e i sapori che l’omologazione e la standardizzazione hanno cancellato.

Tutto è nato in Zoetàra, questa cascina immersa nella campagna che da sempre è anche rifugio per le civette. Da un’idea venuta ascoltando le parole di Santo: «E’ desolante vedere come dei boschetti, dei viali alberati, delle siepi, delle piante nei vigneti presenti nella mia infanzia rimangano oramai poche tracce. Quando ero giovane, pur nella miseria, tutti noi cantavamo, e chi non cantava fischiava. Ora, seduti sulle BMW, facciamo fatica a salutare».
Cosa abbiamo combinato? ci siamo chiesti.
Crediamo di aver deturpato il territorio, di averlo… violentato. E proprio il progresso, quel progresso che tanto abbiamo rincorso, ha finito col cancellare le nostre origini. Come è successo al nostro fiume, la Rabiosa, il cui nome è addirittura scomparso.
Ora ci sentiamo smarriti, impauriti.
«Ricordati» – continua Santo – «che quando ti perdi la prima cosa da fare è girarti e tornare indietro fino al punto in cui eri certo di essere sulla strada giusta. E da lì ripartire».
Non perdiamoci d’animo. La vita ci spinge a rialzarci. Siamo convinti che la rinascita del nostro territorio debba iniziare a partire dalla riscoperta. La riscoperta dell’amicizia, tanto per cominciare. Del rispetto per gli altri e della Natura. Questo è il percorso che ci porterà, alla fine, a riscoprire noi stessi. 

Fermarti un attimo anche tu. Prenditi qualche ora e vieni a fare un giro in Zoetàra. Ad ascoltare i racconti di Santo. Ti incanteranno come hanno fatto con noi

La Rabiosa raccoglie le acque dai Monti Lessini e le distribuisce nella Bassa Padovana attraverso una rete complessa di canali e di fossi. Il nome di questo fiume compare nella cartografia a partire dal XVI secolo. Ne sono testimonianza una pergamena conservata presso la Biblioteca Civica di Verona, una carta redatta da Domenico de Rossi nel 1568 e conservata presso la Biblioteca del Museo Correr di Venezia e, più tardi, una rappresentazione della rete idrografica del 1747 di Giovanni Pinali conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Montagnana. La parola Rabiosa però ad un certo punto scompare, tanto che oggi è sistematicamente omessa dalle etichette di Google Maps.

Alessandro Tasinato, autore del libro – Il fiume sono io –

La Rabiosa è una grande famiglia,  ma alla sua base ci siamo noi, quattro entità autonome e dai caratteri forti e audaci. Siamo Santo, Gianluca, Alessio e Gianni ed insieme abbiamo creato quello che oggi con grande orgoglio possiamo chiamare La Rabiosa.